27/04/12

Crysis 3 Vs. il Mercato dell'Usato.


Capita, ogni tanto, che qualcuno di qualche software house rifletta su quanto sia dannoso  il mercato dell'usato nei videogiochi. Oggi è il caso del team che sta sviluppando Crysis 3, gioco accolto in redazione da 92 minuti di applausi che si esprime a favore di un blocco della vendita dell'usato nelle console di prossima generazione. Qui lo riporta Gamesblog in italiano, Qui lo riporta CVG in inglese.

Solitamente il pensiero espresso è: "ma noi non ci guadagniamo!" "Come facciamo a tollerarlo?

O anche: "Dove sono i nostri soldi?" "Sarebbe bellissimo, così tutti compreranno giochi nuovi e finalmente potremo correre felici a piedi nudi nei prati mano nella mano, giocatore e produttore, e i soci azionisti dell'EA giocheranno felici con i loro aquiloni!"

Solitamente a queste lamentele sorgono un mucchio di polemiche, di gente che all'usato ci tiene, che se i grandi marchi vogliono che il nuovo venda di più, devono abbassare i prezzi. Le solite cose.

(Chi difende il mercato dell'usato, non ha mica tutti i torti, sapete? in fondo esistono compravendite dell'usato praticamente in tutto, e perché i videogiochi dovrebbero essere estromessi?)

Comunque, oltre alle tante parole, poche sono le realtà industriali che hanno preso provvedimenti contro i giochi comprati usati: una e' l'Electronic Arts la quale, tramite l'Online Pass, ha tentato di metterci una toppa sopra.

L'online pass è in pratica un codice per giocare online. Da quanto ho capito dopo un tot di console che lo immettono esso diventa inutilizzabile, e ne va comprato uno nuovo. Capite bene che se io prendo il gioco usato, l'online pass l'ho bello che perso. Il prezzo, solitamente, è sui 9 euro. 

(Questa strategia ha fatto risultare l'EA ancora più l'incarnazione del diavolo, ma vabbè: quando il mondo finirà giocheranno ancor di più con gli aquiloni).

Ora, io mi domando. Perché tutto questo accanimento contro il mercato dell'usato? Per anni è esistito, le lamentele sono sempre state poche e tutti vivevamo felici e contenti. Come mai adesso è sempre più un parlarne male?

Ve lo dico io. O meglio, io vi dico la mia ipotesi.

Il problema del mercato dell'usato attuale è che è diventato il cavallo di battaglia (leggasi: principale fonte di guadagno) di numerose catene di vendita videoludica (Qualcuno ha detto Gamestop? Anche!), dove si incoraggia la restituzione del videogioco appena acquistato.

Una strategia molto comune è quella di riportare in negozio due giochi "scelti" per poter comprare una novità di imminente uscita. Capite bene che chi opera in questa direzione non lo fa per i venti euro che vi chiede per la novità, ma per guadagnarci a sbafo sulle vostre copie del gioco usato.

Un'altra strategia, figlia di un marketing ancora più aggressivo è quella di incentivare la restituzione in cambio di un buono sconto, un buonosconto che varia in base alla data di acquisto del gioco stesso.

GS, sicuramente l'ha fatto, non so se lo fa ancora, premia con un buono sconto di 50 euro chi riporta una novità entro una settimana dalla data d'acquisto. Non vi dico l'entusiasmo di consumare i giochi in 7 giorni. Trall'altro già molti giochi durano poco, se poi ci impegniamo a finirli in meno di una settimana,  durano anche meno!

Questa strategia, ma in parte anche quella precedente, ha generato un ritorno di giochi "novità" nei punti vendita sotto forma di usato, usato praticamente nuovo, venduto a prezzi (lievemente) più bassi, contemporaneo alla data di uscita della sua controparte nuova di pacca.

Avete intuito cosa succede? Succede che Darksiders 2 (gioco che io aspetto con una discreta scimmia) , quando uscirà, non solo sarà in competizione con le altre uscite videoludiche e con i prodotti usati in vendita ma sarà in competizione anche con se stesso venduto a prezzo più basso.

Di fatto il mercato del nuovo e dell'usato adesso sono in diretta competizione tra loro. Ed è per questo che quest'ultimo viene visto così male dai produttori di videogiochi: subito dopo il dayone nel punto vendita torna il loro stesso gioco, che venduta usato, limita ulteriormente la vendita del prodotto nuovo.

Chissà se hanno capito che il vero problema non è l'usato in sé; ad essere negativo per i loro guadagni,  non è il mercato dell'usato, ma chi dell'usato ha fatto il suo prodotto commerciale principale.

Lo scopriremo nella prossima generazione.




Ps:
Questa mia ipotesi è confermata da un'altro fatto: si parla di blocco dell'usato nelle prossime console e non nel mercato pc. E lo sapete perché? Perché GAMESTOP & soci non effettuano ritiro di giochi PC, e quindi, non c'è nessuna competizione a riguardo.

Soddisfatti?

Ah, un ultima cosa: meanwhile, in california...