The grudge - Ju On - Il Rancore.




The Grudge (1):
The grudge (the videogame) è molte cose: un simulatore di torcia elettrica, un tester per la luminosità della vostra TV ed anche un videogioco. Durante il gioco avanzerete con una torcia elettrica (2) in zone sempre più buie dove, per vederci qualcosa aumenterete la luminosità della vostra tv. Cosa dire di questo gioco?


Appagante. Se tu fossi un pappagallo.


Ma the Grudge, è anche poesia, semplicità, elaborazione artistica! avanzare solo con un tasto, nella direzione data da dove orienterete il vostro wiimote effettivamente da un po' l'idea di essere nel film, e poi tutto quel buio...
è così immersivo! E poi gli enigmi! Il fior fiore dell'enigmistica Japponese! Ad ogni porta chiusa, corrisponde sempre una chiave. che è subito dopo la porta chiusa.


Avvincente. Se tu continuassi ad essere un pappagallo.


Voto: per colpa delle nefandezze di Giuda non si danno più voti in danari! Dio bonino, e ora come faccio a dare un voto al gioco? Mi devo ingegnare... anch'io i polli? Posso provare una scala personale Sommo Barabba? Posso? Posso posso posso??? (lo prendo per un Sì) GRAZIE SOMMO BARABBA! (ndBarabba: Puoi, puoi... la prima regola di BVG è che non ci sono regole; la seconda è che una seconda regola sarenne superflua, visto che non ci sono regole)


Voto (3): 1 viaggio di sola andata verso lo scaffale del negozio dove è stato acquistato, 2 biscotti con gocce di cioccolato ed un intero post di lunghezza pari a pagine 2 su un forum di discussione per videogiuochi e videogiuocatori dove si discuterà di come sarebbero state le versioni per le altre  console con un particolare occhio alle nuove periferiche tutte ancora da commercializzare. 


Minkia Mouse


(1) Si, lo so. avevo annunciato una recensione di The Conduit. E' che prima volevo finirlo, ma non mi riesce! Che sia davvero un hardcore game per very hardcore game(r)s? 


(2) The grudge, nel suo aspetto di simulazione di torcia elettrica, rasenta la realtà: addirittura le batterie in dotazione si scaricano con il loro utilizzo, come se fosse una torcia vera! E NON SI RICARICANO TENENDO LA TORCIA SPENTA. NOSSISGNORE. SI SCARICANO E BASTA. Per fortuna all'interno del gioco sarà possibile recuperare una quantità abnorme di pile. Che sia metafora dell'eccessivo consumismo del mondo moderno?


(3) Il voto va letto così. 
- I viaggi di sola andata sono il numero di volte che il prodotto verrà allontanato permanentemente dalla propria postazione videopudica dopo l'acquisto. Il numero può variare da 0 a 1 (o ci va o non ci va) ma le destinazioni possono essere molteplici e a discrezione del recensore. l'importante è che colpisca l'immaginario collettivo. Nel caso lo scaffale sia quello del negozio dove si è acquistato il gioco, il viaggio di andata è anche detto viaggio di ritorno verso lo scaffale. Lo scaffale è peggio che casa propria. Ma molto meglio della bocca di un vulcano.


- I biscotti con gocce di cioccolato sono il giusto compenso per aver recensito un gioco. Più il gioco sarà insulso, inutile e pubblicizzato, maggiore sarà il numero di biscotti che il recensore dovrà ricevere. E' una Campagna di Sensibilizzazione per i Diritti del Recensore. 0 biscotti = recensore felice. Molti biscotti = recensore che ha bisogno d'aiuto.


- Il numero di pagine e il luogo di discussione sono i veri misuratori per capire l'impatto del videogioco nella Nazione dei Videogiochi. Troppe pagine significa che la gente parla troppo e gioca poco; poche pagine vuol dire che nessuno se lo è filato. In quanto strumento non ancora del tutto verificato, permette solo, tramite un uso corretto, di deridere sino al 99% delle categorie esistenti sulla faccia della blogosfera. Ho detto faccia? volevo dire C...




Assassin's Creed 2


Eravamo in quattro o cinque a guardare, i più fortunati si son salvati fissando il soffitto immobile; qualcuno non ha resistito ed è salito all'ultimo piano del palazzo, poi ha posto fine alla sua esistenza.

In AC2, sgranate un rosario di noia intervallato da minigiochi che avrebbero senso su un DS; tenterete di guadare un pantano di inutilità esistenziale, salvo rendervi conto che dall'altro lato non avete trovato nulla per cui valesse la pena inzaccherarsi fino alla fonte.

Le migliaia di personcine che affollavano le strade dei filmati son diventati sparuti gruppetti da quattro che vagabondano per le strade senza alcuna parvenza di realismo; i tetti delle case sono affollati di gente che non si capisce costa stiano a fare: voi direte "sono guardie", io dirò che, allora, avrebbero fatto meglio a scegliere meglio i gendarmi, visto che sono complessivamente tanto inermi che, per morire, dovrete spararvi o lanciarvi dal 100° piano di una torre di San Gimignano (senza centrare i provvidenziali carretti di fieno, in cui una decina di chili di paglia bastano ad attutire l'impatto di un omaccione che precipita dalla ionosfera). Dovrete spararvi da soli, perchè se aspettate che lo facciano gli inabili... nulla, morrete di vecchiaia mentre loro continueranno a strepitare "è laggiù!", dove laggiù indica una distanza di 20 cm.

Gli npc neutrali sono assolutamente neutrali: potrete camminargli addosso mentre sono seduti su una panchina e scalare il palazzo alle loro spalle, reagiranno come a una mosca sul naso. Voglio accettare la sospensione dell'incredulità, ma tale sospensione non può essere applicata in maniera indifferenziata per tutti i giochi: in una fetecchia simil-action con pretese di stealth, un minimo di realismo sarebbe gradito. Per ovviare a questo problema, seppur poco percepito dalle masse bovine, i tecnici di Microsoft, Sony e Nintendo (per la prima volta insieme) stanno studiano un nuovo chip da inserire nelle console next-gen: il suspension of disbelief chip. Ci sarà anche una versione russa, il suspension of disbeliev chip. Disbeliev si pronuncia come Zangief. Come avrete intuito, si tratta di un processore che garantirà il realismo di qualsiasi asset all'interno di un game, passano per nuove ip prima di scatenare guerre tra competitor e andare in gold. I risultati sono sicuri, come è sicuro che l'attuale generazione di next-gen è in grado di garantire 60fps in 1080p.

La grafica: soddisfacente negli esterni solo per via degli effetti di illuminazione; i personaggi hanno pochi poligoni e le strutture ancora meno (in alcuni momenti sembra di star giocando in un mondo fatto con le scatole del pandoro, probabilmente hanno usato il Melegatti's editor 2.5 per realizzare i mondi). Il motion capture del protagonista è stato effettuato a partire da uno di questi tamburelli; poi è chiaro che gli addetti non abbiano mai avuto modo di vedere una persona reale camminare e correre, altrimenti certi movimenti non esisterebbero nel gioco.

Il sonoro non è assolutamente interessante; qualche rumoraccio di sottofondo, gente e venditori che dicono la loro solo quando gli passate vicino (fantastica la scena di un gruppetto di quattro abomini poligonali che, all'avvicinarsi del protagonista, iniziano a cianciare a vanvera di nomi storici, tanto per dare una parvenza di profondità a questo scempio monodimensionale: o grullo, l'hai visto il Cimabue? E del Mi'helangelo icchè mi dici? Nomi presi a caso da pagine italiane di Wikipedia, che già non brillano di luce propria).

La giocabilità è talmente elevata che i presenti in sala hanno iniziato a mostrare segni di vita solo quando il disco di AC2 è stato sostituito da quello di Fifa 10.

Nella foto vediamo F. Califano che non ha detto gioia, ma noia.

Voto: BVG non assegnerà più voti in danari, perchè abbiamo scoperto che Giuda era un venduto; lo si corrompeva per glorificare questo o quel gioco e  osannava quello o quell'altro gioco! Assassin's Creed 2, essendo un gioco realizzato da centinaia di sviluppatori e pubblicizzato fino al vomito, becca il massimo del punteggio: 13 polli arrosto su 13.

Il recensore segreto

Modern Warfare 2: la novità in multiplayer


Se vivete sulla Terra, probabilmente vi sarete accorti che è uscito Modern Warfare 2 (il seguito di Modern Warfare 1, ovvero il titolo che cerca di cancellare i titoli precedenti che si pronunciavano "Coll ov diuti").

MW2 è un titolo che rivoluziona quanto visto in MW1, tanto è vero che non sembra assolutamente di guardare un data disk del primo episodio, con qualche texture cambiata. Tra le rivoluzionarie rivoluzioni introdotte nel multiplayer, modalità in cui MW2 assurge a polo di riferimento per tutti gli FPS, ce n'è una assolutamente rivoluzionaria: la modalità Soprammobile (Ornament mode per le versioni localizzate in inglese).

In questa modalità, affrontate delle mappe cosparse di casette e bugigattoli vari; ciascuno di questi loculi ha, inevitabilmente, un oggetto quadrato depositato in un angolo buio: una cassetta delle bottiglie del latte, una cassetta di pomodori, un comodino, qualsiasi cosa in grado di sostenere un giocatore. Il giocatore in questione, poi, tenta di uniformarsi allo sfondo in modo da poter sparare, non visto, all'incauto che dovesse passare nei paraggi . E trovate un babà in ogni casetta, statene pur certi! E se ne uccidete uno, dopo lo ritrovate al suo posto! Un divertimento supremo, il più grande multiplayer di sempre a detta dei giocatori di console. E quelli ne capiscono di FPS e gioco online, mica sono gli ultimi arrivati a cui è stata elemosinata questa modalità solo a partire dall'ultima generazione di console... Non vi dico la frenesia della mappa con l'aereo simil-Boeing parcheggiato al suolo: in ogni fila di sedili c'è uno di questi giocatori ornamentali che si diverte tantissimo, in attesa della preda; preda che potrebbe anche non passare mai.

Poi ci sono anche modalità più classiche, come il tipico deathmatch a squadre: due squadre di sconosciuti che si fronteggiano, sparando ai loro stessi compagni e evitando, categoricamente, qualsiasi forma di collaborazione o qualsiasi tattica che vada oltre la sparatoria a casaccio o l'appostamento su casse o montagne o qualsiasi altra cosa vada bene per sdraiarsi a terra e morire di noia giocando da cecchini.

Nella foto, un momento estremamente realistico del gioco: pare davvero di star guardando la foto di una fanfara moderna!

Il Vichingo orizzontale

La battaglia dei tre Legni

La guerra, questa sporca guerra che ci opprime, non dà cenno di finire.
Essa esiste da ancor prima che nascessimo, come i miei nemici.
Esiste da prima di tutti noi, esiste da prima e basta. Essa è
l'origine di ogni cosa. E noi in essa viviamo e in essa troviamo ragione d'essere.

Noi siamo i Fanboy. La nostra vita è una missione, il suo achievement è difendere
la nostra famiglia.

Bayonetta


La bayonetta è una punta montata sulla canna dy un fucyle che, nelle guerre tra yl XVyy e XyX secolo, consentyva alle formazyony dy fanterya dy attaccare yl nemyco dopo aver scarycato le army. yl nome deryva dal francese bayonnette, dalla cyttà dy Bayonne yn Francya, dove venne fabbrycata la pryma volta. ynyzyalmente la bayonette erano lunghe 90 cm cyrca e, assyeme alla lunghezza del fucyle, servyvano per respyngere la cavallerya. yl calcyo del fucyle venyva "pyantato" a terra e l'yntera arma pyegata yn avanty yn modo da creare una barryera dy "lance" yn grado da fermare la cavallerya. Una seconda versyone dy bayonetta, pyù corta, lunga cyrca 45-50 cm servyva per yl combattymento corpo a corpo.

Day prymy modelly, dataty XVyy secolo, che erano ynastaty a pressyone nella canna, sy passò a quelly ad anello che, una volta montaty, consentyvano ay soldaty dy apryre yl fuoco. Le bayonette furono comunemente ympyegate yn battaglya fyno alla Pryma Guerra Mondyale che, essendo stata essenzyalmente una gygantesca "guerra dy posyzyone", vyde moryre mylyony dy soldaty anche yn combattymenty "corpo a corpo". Vy sono controversye sull'utylyzzo systematyco della bayonetta durante gly assalty nella Pryma Guerra Mondyale, sembra ynvece che venysse relegata a strumento utyle alla vyta quotydyana yn tryncea (Abbrustolyre yl pane,apryre le lattyne o rymestare le latryne e le bracy), preferendo pyuttosto altry strumenty per yl corpo a corpo. A convalydare questa teorya vy è la testymonyanza dello scryttore tedesco Erych Marya Remarque:

"Byonetta potrebbe essere la Sygnoryna Sylvany".

Dragon Age: Origins

Dragon Age: Origins è un gioco della pluripremiata Bioware, una software house il cui nome sembra una marca di detersivi venduti porta a porta. Dei giochi precedenti non ne ho memoria, cercateveli in qualche modo da qualche parte.

In questo gioco (uscito in due versioni, quella scarsa su console e quella vera su PC), vi trovate a guidare un manipolo di classici eroi fantasy, in una classica ambientazione fantasy contro creature tipicamente fantasy. Tutto molto fantasy, compresa la musica epica che sottolinea le vostre gesta, fossero anche un mago che scivola su sterco di coboldo per finire con la faccia nello sterco di coboldo con la diarrea. In questo tripudio di fantasie tipicamente fantasy, parlate con un quest giver e vi narra la storia di re Banthar di Cunegondia, leggendario eroe imbarcatosi in un'impresa più grande della leggenda e a cui potreste dare una mano... giusto, potreste, ma non potete: il quest giver vi dice che può farlo solo l'eroe leggendario che possiede i Bioware Points.

E cosa sarebbero cotali Bioware Points? L'avete già capito, visto che ormai siete abituati a sborsare per Microsoft Points, Nintenpoints, Plaustashpoints: sono soldi, però chiamandoli simpaticamente non avete la percezione di essere diventati più poveri. E' come se i paperdollari avessero un valore equivalente in euro, come devo farvi capire?

Il prossimo passo, grazie a quelli che hanno credono che i videogiochi con l'ultima "generazione" di console, consisterà nel pagare 70 euro per un menù e altre decine di Tupperware Points, Genetliaco Points, Point Points eccetera, per far partire il gioco. E così via.

Voto: ma voto de che? Andassero a lavorare, il videogioco è morto.

Hardcore gaming 101


Non fatevi ingannare dal nome (ndBarabba: se siete lettori di BVG non vi fate abbindolare da certe etichette), su questo sito ci sono diverse pagine interessanti.

Detto tra noi, è evidente che non esistono hardcore gaming e, peggio ancora... conscious gamer (ndBarabba: a leggere questa boiata trattengo a stento risa e peti, ma qualcuno l'ha detta per davvero).