31/03/11

Street Fighter 2, e sono 20 anni


Dicono che siano passati 20 anni. Il tempo vola, davvero. Guai a misurarlo dall'uscita di quel film, di quel videogioco. Di quel fumetto... Fai un calcolo rapido e ti rendi conto che son passati 10, 15, 20 anni. Che gli anni '80 erano 30 anni fa. Fui lungimirante, all'uscita di Street Fighter II.
Il primo episodio l'avevo visto in un bar, in un paesino abruzzese; eravamo in villeggiatura, c'era la festa della birra. Non voglio contare quanti anni siano passati. Comunque, vidi sei (6) tasti per un videogioco e fui preso dal panico. Quel cassone era avviluppato da un'aura di timore reverenziale: me ne allontanai rapidamente.
Passa qualche anno, altra locazione: una sala giochi locale, una delle tante. Mondial Games. Un pomeriggio, entriamo e c'è questo cassone sovrastato dalla folla. Rinchiuso in un globo di corpi umani, la gente vi si librava anche sopra. Tra la massa scomposta di torsi umani, braccia umane, teste umane, gambe umane, si apre uno spiraglio: intravedo una pulsantiera strana. Tre gruppi di due tasti, rettangolari. Sei tasti. Ma che è questa roba? Ma chi vorrà mai giocarci, dopo l'entusiasmo iniziale? Col passar del tempo, da Fraisicco (altra sala giochi locale), di SFII ce n'erano SETTE. The world warrior, CE, HF, bootleg e hack vari... con le casse volanti nel quadro di Guile, gli shoryuken che generavano hadoken. SETTE, praticamente la metà dei cabinati presenti. Io mi ero già convertito, anche se son rimasto fedele ai personaggi classici. Niente Fey Long o Dee Jay, tanto per capirci.

A 20 anni di distanza, ancora sono scottato da quella figura di merda immane: i personaggi di Street Fighter vivranno più di me, sono icone pop, sono icone e basta.
E ora, chiudo con un quesito che rimarrà irrisolto: tutti gli hadoken, i sonic boom, gli yoga flame, i kikouken che finiscono fuori dallo schermo senza schiantarsi su una parta o sul corpo indifeso dell'avversario... dove finiscono?