08/07/09

The secret of Monkey Island - Il remake

Pare proprio che non si riesca a tenere quelle mani zozze lontane dalle glorie del passato.
La mania dei remake/reboot sembrava affliggere in maniera epidemica soltanto il mondo del cinema; già sono numerosi i titoli violentati da sceneggiatori alla moda (che non hanno nulla da dire, ma quel nulla lo raccontano in maniera tecnicamente impeccabile) e da registi che, fino a un giorno prima di ottenere i diritti di un classico del passato, lavoravano al mercato del pesce di Ulan Bator. Esposti sulle bancarelle, in cosplay da baccalà.
Non voglio, però, discorrere ulteriormente sulla sciagura che grava sul cinema; se ne occuperà Capitan Lkl, in un futuro non molto lontano.

Torniamo ai videogiochi. Non c'è bisogno di spendera una parola che sia una, su quella pietra angolare che è il primo Monkey Island (e la LucasFilm Games in quegli anni ne aveva di angoli da occupare, con quelle pietre angolari).
Adesso, ne hanno realizzato la versione scema e brutta. Il design globale non ha una frazione infinitesimale del carisma dell'originale. Si: l'originale vecchio, pixelloso e con pochi colori.
Guybrush 2009, evidentemente un omonimo, sembra il fratello scemo del Guybrush del 1990 (eh si, il tempo vola e si invecchia). Elaine 2009, evidentemente un'omonima, sembra la sorella scema dell'Elaine del 1990... ma, un momento! FERMATE LE ROTATIVE! Potremmo trovarci di fronte al più colossale e ramificato caso di omonimia epidemica mai osservato!
Adesso tutto torna... Questo remake annovera tra i protagonisti una vera e propria messe di omonimi, probabilmente incontratisi alla "Terza sagra del fratello scemo di Pontida" (ndBarabba: certo che da quelle parti sanno come impiegare il tempo libero in maniera costruttiva e gratificante) e assoldati in massa da un produttore compiacente, masochista e torturatore.
Ormai, avrete capito l'antifona: se proprio volete giocarci, fate finta che la versione nuova non sia mai esistita e giocatevi la versione UNICA (ndBarabba: il gioco conterrà entrambe le versioni e potrete saltare dall'una all'altra in qualsiasi momento; ovviamente, l'unica cosa saggia è giocare all'originale e basta).
Detto questo, lunga vita allo SCUMM e all'emulazione.
A scanso di equivoci, smentisco categoricamente di aver augurato lunga vita allo SCUMM e all'emulazione.
Smentisco anche quest'ultima affermazione, poi fate voi.

Il Marinaio