04/02/09

Il videogioco nelle civiltà precolombiane - Nascita di un media

E' solo il delirio egocentrico inscenato a partire dal secolo scorso a definire quella che comunemente è accettata come data di nascita del videogioco; la faccenda di Pong e dei suoi progenitori la conosciamo, quindi non è il caso di approfondire. Non in questa sede, ove ci prefiggiamo di fare giustizia sui veri popoli che han dato vita a questo media che ora sembra andare per la maggiore e di cui tutti parlano, spesso a sproposito. Dobbiamo traslare nel tempo e nello spazio la nascita del videogiuoco, facendola risalire alle civiltà precolombiane disseminate in America centrale, nonchè lungo le impervie cime dell'imponente Cordigliera delle Ande.

Non osando addentrarci troppo nello specifico (specie considerando il deficit di attenzione tipico del lettore moderno, che dopo un certo numero di righe di testo va a guardare il grande fratello), non offriremo che un'infarinatura della situazione socio-geografica della vasta zona in esame; si tratterebbe, inoltre, di un compito in cui non vogliamo impelagarci.
Nell'immaginario comune, fomentato da programmi scolastici non eccessivamente approfonditi, il continente americano, prima che attirasse le attenzioni degli europei, era così abitato: a nord (la zona attualmente occupata da Canada e Stati Uniti), sterminate pianure popolate da animali; dal Messico alla Terra del Fuoco, un'ampia zona popolata esclusivamente da Maya, Aztechi e Inca, in un guazzabuglio spazio-temporale così superficiale da ammassare questi tre popoli nello stesso territorio e nello stesso periodo. In realtà, le popolazioni erano molto frammentate e agli imperi principali se ne aggiungevano decine di altri che, tuttavia, non han raggiunto gli stessi splendori e le stesse attenzioni da parte della cultura generica. Anche l'orizzonte temporale in cui queste popolazioni si muovevano è molto più ampio di quanto si possa pensare; è consuetudine, infatti, credere che siano esistite solo negli anni immediatamente precedenti lo sbarco dei conquistadores e poi giusto il tempo di essere sterminate; ora, se questo limite finale è evidentemente identificabile: basta datare le fosse comuni nelle quali i conquistadores si preoccuparono di precipitare le popolazioni indigene a colpi di vaiolo, conversioni religiose e cannonate. Gli albori di queste civiltà, invece, risalgono a circa 12000 anni fa: ad alcuni tra voi potrà sembrar strano, ma farete bene a fidarvi.
Mixechi, Toltechi, Moche etc., non possono avere tutti una voce in capitolo in questa storia, in quanto parteciparono solo marginalmente allo nascita del videogioco: le grandi software house nacquero esattamente nelle più grandi città dei più grandi imperi. Iniziamo col dire che non tutte le civiltà contribuirono alla stessa maniera, ma, anzi, ci fu sempre una certa suddivisione dei compiti. Tool di sviluppo e software vari venivano sviluppati dagli Aztechi; formidabili sceneggiatori furono i Maya... ma, forse, ancor più grandi furono come modellatori 3d; imperitura testimonianza ne è il software omonimo ancora in uso.
E gli Inca?
Una precisazione: in realtà, gli Inca non erano una popolazione, ma la casta dominante che regnava su una moltitudine di popolazioni occupanti una lunghissima striscia di territorio che si sviluppava lungo le Ande, dal Perù al Cile. Una moltitudine di popolazioni distribuita sia in longitudine che in altitudine: gli insediamenti stanziavano praticamente dalle coste fino ai 4000-4500 metri d'altitudine.
Gli Inca erano i publisher che accoglievano sotto le loro ali uno stormo di grafici, programmatori, tecnici, scultori, sceneggiatori... una folla di figure professionali di cui oggi troviamo un evidente riflesso nelle attuali produzioni.
Continua...