23/01/09

Non tutti i videogiocatori sono come porci

Prima, il pubblico dei videogiuocatori era più ristretto. Fino al tempo delle sale-giochi, diciamo; quei locali visti come covi di malvagità che a stento la Cantina di Mos Eisley poteva fargli concorrenza. La gente giocava ai videogiuochi, dava ai videogiuochi l'importanza che gli spettava.

Oggi, il pubblico dei videogiocatori si è espanso, inglobando cani e porci. Anche le riviste hanno perso il loro carattere; adesso hanno l'espressione dei cani bastonati, parlano di quel che voglio spacciare per arte, ma tenendo il viso basso, guardando a terra.

Periodicamente, si degnano di elemosinare (con l'ausilio degli uffici stampa delle case editrici) termini altisonanti al popolo di cani e porci di cui sopra. Termini stranieri a volte, che fanno sempre la loro scena; qualsiasi scemenza che sembri radical chic. Anni fa, il popolo bue e ignorante seppe che i giochi andavano in gold; attualmente, questa mandria guidata da pastori poco credibili, non gioca più.

Attualmente, "si vive un'esperienza". Vivete un'esperienza visiva, mentre i vostri timpani si sciroppano un'esperienza auditiva; esperienze narrative fanno da scheletro alle sceneggiature dei videogiochi.

Riassumendo: potete chiamarlo Sus domesticus... ma sempre di un porco si tratta.