23/01/09

Fallout 3


Fallout 3 è la storia dell'evoluzione umana. Nasciamo in America, negli anni '50; nella fase puberale indossiamo jeans, un cappuccio buffo e una maglia a strisce. Girovaghiamo senza meta in una cittadina di provincia; casette tutte uguali, monofamiliari. La vita scorre tranquilla... ma scorre davvero? Sembra tutto immobile,

Dopo qualche anno, raggiungiamo lo status di squartatore nano. La quiete della piccola comunità, il tepore della quotidianità sono ricordi; i vicini sono il male. E' venuto Baffone.

All'età di 19 anni entrate a far parte dei Village People: siete il motociclista. Si entra nel vivo dell'azione.

Le voci corrono, le mamme invecchiano, la gente mormora, i pastori predicano: si ciancia di un messia, uno che ha a che fare con la salvezza, la rinascita... roba del genere. Il pastore nella foto, fotografato alle ore 8 di una domenica qualsiasi, ne è la conferma.

E chi è questo novello redentore? Indovinate. Se non ci arrivare, l'immagine a sinistra vi illuminerà.

Nella vostra opera di redenzione sarete periodicamente coadiuvati da Humphrey Bogart, l'angelo 44 magnum.


Fallout 3 è l'ultimo giuoco della Bethesda; il penultimo era Oblivion. Le ambientazioni sono estremamente affascinanti; i modelli poligonali degli umani non sono il top. Io, comunque, ci gioco con una Radeon 1950, quindi non è che sia il top dei top. Non essendo un vero e proprio fps, i nemici non brillano per intelligenza. Gli scontri, su pc, sono fattibi anche senza l'ausilio del VATS. Il VATS serve a ricordavi che Fallout 3 è il seguito naturale di Fallout 2 e, ancora prima, Fallout 1.
Che erano giochi a turni.
Quando non sparate o colpite con mazze/tirapugni vari, accumulate punti azione. Attivando il VATS, li spendete: a seconda dell'arma utilizzata, potrete stabilire una sequenza diversi colpi da assestare in diverse parti del corpo di uno o più avversari; potrete mirare al massimo danno o alla menomazione dell'avversario.
Il gioco ha una certa longevità, specialmente se decidete di leggere tutti i dialoghi, le note, consultare tutti i terminali, cercare missioni aggiuntive, origliare... decine di ore di gioco, in totale controtendenza rispetto ai titoli attuali che durano 20 minuti (dei quali 19 di sequenza introduttiva).
Potete affrontare le situazioni in varie maniere: da vili marrani o da paladini del bene; da schiacciassi o da diplomatici.
La vostra evoluzione dura 20 livelli, per ogni livello vi spetta un "talento" che vi permette di migliorare qualcosa o guadagnare qualcos'altro. Avete una reputazione da curare, buona o cattiva che sia.
Difetti: non c'è un modo per uscire immediatamente dai dialoghi; l'intelligenza artificiale di nemici (e amici) è a tratti bizzarra; il log delle missioni è alquanto approssimativo. Alcune situazioni richiedono molto tempo: effetto collaterale della vastità del gioco. Per me, non è un problema particolare.

Fallout 3 è consigliato a tutti gli amanti delle terre desolate e radioattive, popolate di mutanti, razziatori, malviventi, schiavisti, scienziati pazzi. E' consigliato agli amanti delle sensazioni apocalittiche, così come agli amanti del numero 3. E' consigliato agli amanti dei Village People e a quelli che amano vestirsi alla Mad Max. E' consigliato anche a chi odia i giochi che finiscono dopo aver premuto start per cominciare. Io, dovendo giocare a un gioco in single player, giocherei a Fallout 3. Che è quel che sto facendo.

Grafica: quella che ci vuole - Sonoro: adeguato; molto belle le musiche, quando ci sono - Longevità: 46 ore di gioco e non ho ancora esplorato tutta la mappa - Giocabilità: accessibile a un pubblico vastissimo.

Voto: 30 danari
Il Marinaio