23/01/09

La prima legge di Commando

Questo pezzo, non contiene spoiler: è inaccettabile che non abbiate mai visto Commando; sarei quindi autorizzato a descriverlo per filo e segno, ma non è il caso. Riassumerò.
John Matrix è un pezzo grosso dei militari buoni, ritirato in una pensione dorata con sua figlia; le giornate trascorrono tra gelati al bar, tronchi di polistirolo cavi e riempiti di un gas più leggero dell'aria, nonchè sdolcinatezze varie con Jenny (la sua adorata figliola).

Un aspirante dittatore vuole organizzare un attentato, per poter prendere il potere con un colpo di mano, in una repubblica delle banane qualsiasi dell'America centrale. In un altro film, in un'altra era, avrebbe assoldato direttamente un killer; nell'universo Commando, le cose funzionano diversamente.
Dopo aver fatto ammazzare alcuni che in passato avevano avuto a che fare con John Matrix, manda dei sicari a rapire la sua amata figlia, per costringerlo a compiere l'attentato.
Il generale Kirby, ex-mentore di Commando (da ora in poi così chiamerò il protagonista, per identificazione assoluta col film), decide quindi di far proteggere la coppietta paparino-figlioletta da due dei suoi soldati.

Commando: Ci sanno fare i tuoi uomini?
Kirby: Sono i migliori. Dopo te, naturalmente.

Il primo dei due muore 30 secondi dopo, l'altro dopo 2 minuti scarsi.
Commando viene soverchiato, immobilizzato; Jenny rapita. Da quel momento, avrà 11 ore di tempo per compiere l'attentato, pena lo sgozzamento di Jenny.
Cosa fa Commando nelle 11 ore successive? Questo:
1) stermina tutti quelli che potevano dargli indizi sulla dislocazione della figlia, prima di ricevere alcuna indicazione;
2) spezza delle catene con le mani;
3) si intrufola in una base del nemico popolata da decine di soldatini attivi come formiche, nessuno lo vede;
4) irrompe in un supermercato di articoli militari con un escavatore trovato chissà dove;
5) accede alla stanza blindata del supermercato di cui sopra sussurrando "apriti" al registratore di cassa;
6) fa partire un idrovolante con un cazzotto;
7) sbarca sull'isola dei cattivi.

Sull'ultimo punto bisogna che ci si soffermi.
L'idrovolante ammara, Commando sbarca sull'isola in mutande, a bordo di un canotto. E' una spiaggia come tutte le altre: sabbia, qualche roccia nelle immediate vicinanze e vegetazione più in lontananza.
Cerimonia di vestizione: Commando indossa indumenti militari e si carica di decine di chili di armi. Inquadratura dell'eroe che solleva l'ultimo mitra e se lo porta in spalla; tra le foglie della vegetazione, prima distante decine di metri, filtrano raggi di luce volumetrica.

Adesso che è vestito, Commando:
1) stermina migliaia di soldatini dallo stesso spessore dei soldatini in plastica verde che si vendevano in bustine;
2) fa esplodere decine di installazioni di cartone, pur avendo piazzato non più di 4-5 cariche esplosive;
3) rimedia una sola ferita da arma da fuoco che si cura comprimendosi il fianco con una mano;
4) ammazza il dittatorino;
5) ammazza la sua nemesi, Bennett, scagliandogli in petto un tubo di ferro di 3 metri circa.
Chi è Bennett? Bennett è una sorta di Freddy Mercury in versione Village People, con un pizzico di Jesse Ventura (che poi rivedremo nel sindaco Mike Haggar, del mai dimenticato Final Fight).
Bennett indossa una cotta di maglia, ha il fisico di un pensionato delle poste; tuttavia, è l'unico in grado di dare qualche grattacapo a Commando?
Ci avete creduto? Nemmeno io. Bennett ha una paura folle di Commando e ha pure la pressione troppo alta. Bennett non ha il fisico, eppure si scontra con la montagna di muscoli più impressionante che si sia mai vista in un film d'azione.
Dopo aver ricevuto una dose assortita e abbondante di mazzate, fa la fine che fanno i cattivi nei film.
In chiusura, Commando si riunisce con sua figlia e con la ragazza che gli ha dato una mano, lasciando al generale Kirby, che gli chiede di rientrare in servizio, solo cadaveri e relativo pugno di mosche.

Commando è interpretato da Schwarzenneger (colpevole, in seguito, di esser diventato il governatore della Florida), prodotto da Joel Silver (colpevole, in seguito, di aver prodotto i due seguiti di Matrix) e sceneggiato da Steven de Souza (colpevole, in seguito, di aver diretto Street Fighter: the movie). Il regista non è importante.
Commando ha un'importanza storica. Prima di lui, gli eroi erano tutti seri, taciturni. Tristi. Giustizieri della notte, Rambi e colleghi vari. C'era già l'immenso Snake Plissken, ma si tratta di un personaggio diverso. Nei film di Carpenter troviamo eroi malgrado tutto il resto, eroi per forza e antieroi; i protagonisti di Carpenter meritano un discorso a parte.
Commando è figlio di un'epoca in cui non si farneticava di politically correct; era l'epoca di Reagan e gli Usa bombardavano allora come adesso; sulle bombe odierne, però, ci sono i fiocchetti delle confezioni regalo e un bigliettino di scuse scritto a mano e in bella grafia.
E' un film di quando non ci si curava di offendere i mormoni, i creazionisti o lo Stalin's Fans Club.
L'eroe di Commando (che poi rivedremo in altre incarnazioni) ha sempre una battuta pronta: può essere una battuta di scherno, trucida, una battuta comica da sfoderare nella situazione più terribile; anche i suoi nemici o amici hanno sempre qualcosa di cool da dire, prima di fare le loro mosse... ma le battute del protagonista sono sempre più cool di tutte le altre.
Nei film del filone Commando non trovi nessuno che non abbia nulla da dire, fosse anche per sottolineare una stupidaggine eclatante.
Commando è un film scientifico, si basa su un assunto forse mai visto prima. La prima Legge di Commando dice che "più si tenta di rendere plausibile una stupidaggine, più la narrazione precipita nel ridicolo".
C'è da dire che, al momento, pare che nessuno sia più interessato a considerare questa legge fondamentale. Un contributo fondamentale è dato dalla massa abnorme di spettatori che godono a farsi prendere per i fondelli chiedendo e ricevendo storie "verosimili". Gli autori sono lieti di farsene beffe; la situazione, comunque, è ormai irrecuperabile.
Un esempio di prodotti che hanno dimenticato la Legge di Commando: The Dark Knight per il cinema e Gears of war per i videogiochi.
Liquidiamo subito la faccenda Gears of war: non mi riferisco assolutamente alle dinamiche di gioco, alla validità dello stesso o al livello di divertimento offerto. Cose che non mi interessano. Il mio discorso si ricollega a quei bovini ipertrofici protagonisti dei due giochi, gettati alla mercè di un pubblico di bambocci schiumanti e bisognosi di omaccioni truci. Ora, dovrei ampliare il discorso GOW & bovini, ma non sono tenuto a farlo visto che nessuno mi paga. Quindi, forse in futuro.
Passiamo a Batman. Nonostante lo sperticarsi di lodi di certa critica e l'apprezzamento del pubblico di cui sopra, Batman è un film che nasce scemo, è scemo nella premessa. E' una presa in giro degli autori, nonostante ormai il pubblico voglia deliberatamente esser preso in giro (dateci un film plausibile, che noi siamo intelligenti... mica come quegli scemi di 20 anni fa che si bevevan qualsiasi cosa).

Nonostante abbian voluto spacciarlo come chissà cosa, The Dark Knight è un film di supereroi. Cosa è un supereroe? Il supereroe è un tipo a cui non funziona bene il cervello e trova metodi assurdi e fantasmagorici per glorificare la sua follia.
In questo ultimo episodio, han deciso di ammantare il tutto di una sacra cappa di plausibilità.
In questo Batman, ovviamente, abbiamo Batman.
Un miliardario reso orfano dal crimine; per vendicarsi, a suo modo, va in giro di notte, vestito da pipistrello.
Joker. Non è detto che chiunque abbia subito dei traumi debba andarsene in giro con la faccia ricoperta di farina e le labbra imbrattate di conserva di pomodoro.
Scarecrow/Spaventapasseri. Va in giro con la testa coperta da un sacco di juta.
Ecco, già questo trittico di cosplayers vestiti da carnevale rende impossibile qualsiasi operazione credibilità.
Nel film, tra i vari momenti di ridicolo, assistiamo all'infame sequenza del proiettile. Si, quella stupidaggine che permette a Batman di trovare le impronte digitali su un proiettile frantumato in varie schegge. E' la cosa più stupida che probabilmente si sia vista in un film non girato sotto l'effetto di droghe, ma, nel contesto, godeva di un'attenuante. Si svolgeva piuttosto in sordina, senza alcuna enfasi particolare. Alla fine, ti scivolava addosso.
C'è un'altra idiozia, molto più grave. Ecco, Batman che sfrutta i telefoni di tutta Gotham come fossero dei sonar, per ottenere una visualizzazione tridimensionale di tutta la città. E' una cosa imperdonabile, è qualcosa di offensivo per lo spettatore; roba da class action.
La faccenda è tremendamente grave perchè questa boiata (e non è nient'altro che una sonora boiata) viene mostrata in piena luce, annunciata dalla fanfara, esibita con gaudio in ogni occasione possibile... a differenza dell'altra boiata, quella del proiettile, che si risolve più velocemente e senza troppi riflettori puntati.
Abbiamo un film falso a più livelli, quindi; un film che nasce con una tara genetica che non può essere celata; nonostante ciò, gli autori continuano a peggiorare la situazione.

Commando è un film onesto. Commando non mente allo spettatore, perchè già parla di una bugia colossale. Nulla di quel che succede può avere una spiegazione, nessuno pensa neanche lontanamente a cercarla.
Come se la sarebbe sbrigata John Matrix nelle strade di Gotham City? Con un bagaglio inesauribile di battute da lasciare come obolo ai cadaveri dei cattivi, una vagonata di armi (ma roba vera, niente tecno-bla-bla) e piombo infinito, esplosioni inutili e inspiegabili. Un Joker sicuro cadavere, lui e i suoi amichetti. John Matrix non avrebbe avuto bisogno di alcun marchingegno per lanciarsi da un grattacielo di Gotham, avrebbe pensato all'atterraggio soltanto in volo. La soluzione? Probabilmente gli sarebbe bastato atterrare sui piedi.

Commando va visto in tv, o su un dvd di scadente qualità; non ha la stessa resa su formati da fighetti in alta risoluzione.
Barabba