29/09/09

Dante's inferno


Dante's inferno è un gioco pubblicato dalla EA, uscirà il 12 gennaio 2010 (ma sono anni che ci fracassano gli organi preposti alla produzione di spermatozoi, con le loro news inutili, gli screenshots abbelliti del 2000%, il viral marketing e tante altre cose assolutamente ininfluenti alla qualità reale del gioco).
In esclusiva su BVG, la prima recensione globale totale di questo strombazzatissimo titolo; prima, però, un pizzico di cultura: è questo che facciamo su BVG; acculturiamo, abbiamo il culto del culturismo.

Come si evince dal titolo, Dante's inferno è ispirato ai fatti realmente accaduti e narrati nell'opera somma del sommo poeta per antonomasia: Gabriele d'Annunzio (i più birichini tra voi lo conosceranno per la diceria secondo la quale si sarebbe fatto asportare alcune costole per emulare Marlin Manson, quel bambino pallido ed emaciato che assisteva a tutti i concerti di Richard Benson nella zona di Vancouver).
L'opera è "La pioggia nel pineto" e parla di due amanti che un camorrista non vuole si sposino; per evitare di cadere nelle rozze manacce dei bravi, Dante e Beatrice si appartano in una pineta in periferia durante il periodo dei monsoni. Scoppia un'epidemia di raffreddore, molti muoiono, ma loro alla fine muoiono e vanno all'inferno, che è un posto dal clima molto secco.
Basta cultura, che il videogiocatore medio si scoccia e torna a giocare a qualche stupidaggine fatta in serie col motore grafico di Unreal N (dove N sta per Numeroqualsiasi); d'altronde, il videogiocatore medio attuale non è certo famoso per la sua cultura, quindi passiamo alla recensione.
Sarebbe proprio il caso di dire "tanto rumore per nulla": abbiamo avuto modo di recensire la versione finale del gioco. Se il gioco è finito, perchè uscirà il 12 gennaio 2010, direte voi? Perchè in quella data ricorre il quarto centenario della nascita di Gabriele d'Annunzio, dirò io.
La grafica sembra ferma al 1986: pochissimi colori su schermo, pixel grossi come baraccopoli, un aliasing che puoi amputarci gli arti durante una guerra napoleonica, prima che questi vadano in cancrena. La giocabilità è scadente e mal calibrata: il personaggio può essere mosso solo in 4 direzioni (non contemporanee) e viene usato un unico tasto, "fire", lasciando del tutto inutilizzate le legioni di bottoni, trigger e levette analogiche delle periferiche di input della next generation. Il gioco è talmente difficile che non ho potuto superare la seconda schermata: potrebbe essere un metodo per mascherare una lunghezza risibile dello stesso, ovvero creare qualcosa di talmente difficile da precludere a priori l'eventualità di un'esperienza di gioco duratura, nel nome degli asset, dell'andare in gold, delle ip e dei competitor.
Il sonoro... bah, sembra di sentire un sid... dimenticate gli arrangiamenti orchestrali e il surround a 25.7 canali.
Voto: 30 danari. Assieme al dvd del gioco ci è stato recapitato uno strabordante pacco di galatine, che sono molto buone.
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